Quando avevo bisogno di star solo,

andavo al ponte, era il mio rifugio,

per dare un po’ d’ossigeno al cervello,

sofferente per qualche mio disagio.

 

Seduto sulla panca riflettevo,

sul mio stato di giovane depresso,

ed una sola cosa mi chiedevo,

di ritrovare il mio sorriso perso.

 

Guardavo l’acqua andare verso il mare,

che l’attendeva per un caldo abbraccio,

mi ricordo quand’io ti strinsi al cuore,

e tu che mi dicesti ”Io ti lascio”.

 

Cercavo di cacciar dalla mia mente,

quelle parole che m’han fatto male,

eppure io l’ho amata veramente,

e la stimavo ”Sei per me speciale”.

 

Oggi ho ripreso la mia strada al ponte,

e vedo una figura alla spalletta,

fuori di se, piangente, sofferente,

scavalca il muro, la vuol far finita.

 

Corro in suo aiuto e l’afferro in tempo,

trema, singhiozza, s’agita, balbetta,

la calmo, poi racconta la sua vita.

“Ho una malattia che non da scampo”.

 

Sento nascere in me la convinzione,

di gente che ha problemi più dei miei,

e prende corpo in me la decisione,

scordarmi i guai, e dedicarmi a lei.

 

Si chiama Rosy ha begli occhi azzurri,

un sorriso che emana simpatia,

la sua bellezza eccita pensieri,

che fanno galoppar la fantasia.

 

Siam diventati amici da quel giorno,

ma lo leggo negli occhi il suo tormento,

dice che passa notti senza sonno,

poi mi racconta un po’ del suo passato.

 

“Vivo con mamma, non ho compagnia,

sono senza lavoro, disperata,

un brutto colpo la mia malattia,

chi avrà cura di lei quando son morta?”.

 

“Sto vivendo una crisi esistenziale,

prima di te nessuno è riuscito,

a darmi forza per curare il male,

per superare quanto m’è accaduto”.

 

“Devi credere  sempre più in te stessa,

inoltre fatti amica la tua vita,

devi lottar, non abbassar la testa,

non la considerar partita chiusa”.

 

Al ponte ci torniamo volentieri,

abbiamo stabilito un buon rapporto,

non son finite ansie e malumori,

il suo problema ancor non è risolto.

 

Una mattina l’ho rivista al ponte,

ho chiesto del suo stato di salute.

“I medici m’han dato una speranza,

da non considerar come certezza”.

 

Un giorno era felice più che mai,

“Oggi ho ripreso in mano la mia vita,

la diagnosi su me era sbagliata,

ho messo alle mie spalle tutti i guai”.

 

Ma le sorprese  ancor non son finite,

ha trovato lavoro, andrà lontano,

le sue peripezie son terminate,

il suo futuro adesso è più sereno.

 

Partita Rosy, inizia il mio tormento,

ho tanta nostalgia della ragazza,

forse m’amava, ma non l ho capito,

non ho saputo dargli una speranza.

 

Ricevo un suo messaggio un bel mattino.

“Ho tanto freddo, manca il tuo calore,

bando ai rimpianti, fai parlare il cuore,

Io voglio unire a te il mio destino.”