Poesie

L’evaso

L’avevano arrestato ingiustamente,
una telecamera lo inquadrava,
s’è sempre proclamato innocente,
quel giorno in altra parte si trovava.

Il suo alibi è vago, non è certo,
la sua estraneità è messa in dubbio,
in quella rissa c’è scappato il morto,
con un altra persona c’è lo scambio.

Era un valente chef di ristorante,
in detenzione fu proposto cuoco,
ma nella mente ne studiava tante
e l’evasione lui l’ha messa in gioco.

I tempi del processo erano lunghi,
il carcere per lui la morte bianca,
non s’è adattato a vivere quei luoghi,
è la sua libertà cio che gli manca.

Decide di tentare un evasione,
studia la fuga nei particolari,
non deve far fallire l’occasione,
del suo progetto sono tutti ignari.

Lorenzo dentro un sacco tra i rifiuti
lottava per non farsi stritolare,
pregava in quei momenti “Dio mi aiuti”
cercando vie di fuga per scappare.

Infatti fuor del carcere l’autista,
ferma il camion per la colazione,
Lorenzo approfitta della sosta,
per fuggire sfruttando l’occasione.

Un piano ha ben preciso nella mente,
cercare prove e un valido avvocato,
in quel delitto, lui non c’entra niente,
un delinquente non lo è mai stato.

Per favorire la sua latitanza,
ha tanto cura nei travestimenti,
barba incolta, occhiali e la speranza,
dimenticare in fretta questi eventi.

L’eco dell’evasione s’era spenta,
durante quel periodo travagliato,
non esser catturato e ciò che conta,
doveva viver nell’anonimato.

E stato un incontro occasionale,
qualche parola al supermercato
riguardante la pandemia attuale,
da quei discorsi un bel rapporto è nato.

“Sono Lorenzo e cerco un pò di pace”.
“Mi chiamo Paola, sono un avvocato,
questa è la professione che mi piace,
cercare di salvare chi ha sbagliato”.

Lorenzo adesso non si sente solo,
a Paola racconta i suoi problemi,
da parte sua non c’è stato dolo,
lei gli risolverà i suoi problemi.

Decide infine di costituirsi,
ma Paola non è di quel parere,
non è il caso di preoccuparsi.
“Ci sarò io al tuo fianco, non temere.

Preparo la tua tesi difensiva
ogni particolare ha importanza,
un atto, un azione turbativa,
questo per dimostrar la tua innocenza”.

Di Paola Lorenzo è innamorato,
ha infin trovato la persona giusta,
può ritenersi anche fortunato,
è felice con lei e ciò gli basta.

Ha un grosso peso lui sulla coscienza,
c’è il carcere e il processo che l’aspetta,
è messa a dura prova la pazienza
e la sua irreprensibile condotta.

Sono davanti al giudice istruttore,
Paola espone le prove che ha raccolto,
Lorenzo nota con suo gran stupore,
che il suo spinoso caso s’è risolto.

“Potevo farti subito arrestare,
è stato quello il primo mio pensiero,
poi ho voluto farmi raccontare,
per quello che ho sentito, sei sincero.

Prima di diventare un avvocato,
son stata una valente poliziotta,
così è iniziato il mio mandato,
riguardo te, giustizia è stata fatta.

E stato un caso di omonimia,
nei tuoi riguardi non è emerso niente,
gettato su di te fango ed infamia,
è stato già arrestato il delinquente”

Da Paola è stato abbindolato,
e tutto s’era svolto a sua insaputa,
il suo calvario adesso è terminato,
ma in certi casi la fortuna aiuta.

Lorenzo stringe a se l’avvocatessa.
“Risolti i miei problemi gioia mia,
mantengo fede alla mia promessa,
ti sposerò cessata pandemia

 

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