Per il week end, il tempo era cambiato,
l’inverno lascia spazio a un cielo azzurro,
Carlo e Marisa hanno organizzato,
un giorno da goder senza il lavoro.

Son partiti, la meta un giro in barca,
malgrado la stagione il mare è calmo,
il sole caldo sulla pelle bianca,
li accompagna,son pieni d’entusiasmo.

Giunti al mare, noleggiano una barca,
Isolabella è meta della gita,
vi giungono stressati di fatica,
con la voglia di viver la giornata.

Un alito di vento smuove il mare,
la barca custodisce i loro sogni,
coccole, baci e palpiti d’amore,
Carlo e Marisa scrivono il domani.

Isolabella, perla di quel mare,
ha una bellezza tutta da scoprire,
stradine e piazze con il belvedere,
e con la grande voglia di restare.

Vedono luoghi pittoreschi e ameni,
botteghe antiche, fiori alle finestre,
e tutto un susseguirsi d’emozioni,
ma il tempo passa, e ora di tornare.

Si sentono felici ed appagati,
la gita è stata molto coinvolgente,
rimarranno indelebili i momenti,
vissuti per un giorno intensamente.

Alla partenza, iniziano i litigi,
con Carlo che vorrebbe ripartire,
evitando notevoli disagi,
Marisa vuole invece ritardare.

Ha incontrato un suo vecchio amico,
insieme han fatto un tuffo nel passato
di questo incontro Carlo è contrariato.
Veder Marisa con altro al fianco.

Riprendono il mare per ritorno,
nel cielo nuvoloni minacciosi,
prometton pioggia e scacciano il sereno,
Carlo e Marisa sono pensierosi.

Si sta facendo notte e sta piovendo,
le prime luci accendono la costa,
il moto ondoso in mare sta aumentando,
la pioggia aumenta, arriva la tempesta.

Carlo ricorda per litigi assurdi,
hanno dimenticato il salvagente,
mentre Marisa in tutto quel frangente,
dimostra sangue freddo e nervi saldi.

Nonostante la pioggia e il mare grosso,
Carlo riesce a mantenersi in rotta,
un incidente avviene all’improvviso,
viene sommerso in pieno da un ondata.

E un po’ stordito, sta cadendo in mare,
Marisa lo sostiene con coraggio,
cominciano ha capir cos’è il terrore,
lottar con la tempesta, e un grosso rischio.

La luce della costa li conforta,
si stanno avvicinando alla salvezza,
non hanno amato mai così la vita,
e si rinforza in essi la speranza.

La terraferma,non fu mai raggiunta,
la barca si schiantò sulla scogliera,
Marisa la trovarono già morta,
Carlo ferito, respirava ancora.

Lui si salvò, ma venne indagato,
omicidio colposo fu l’accusa,
“imperizia“ il reato contestato,
la causa della morte di Marisa.

Inizia il processo contro Carlo,
l’accusa è grave, rischia la condanna,
Marisa è morta, lui non è più quello,
avverte la mancanza della donna.

Un testimone è in aula presente,
“Presidente, quell’uomo è innocente,
del fatto accaduto, ho il filmato,
l’imputato dev’esser scagionato”.

“La vittima che conoscevo bene,
l’ho incontrata per caso la mattina,
l’imputato l’amava, in conclusione,
fatalità la morte della donna”.

Il presidente ascoltato il teste,
“Consegni a questa corte il suo filmato,
valuteremo il tutto attentamente.
Il processo dev’essere aggiornato”.

 

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