Quella mattina il pullman ritardava,

noi radunati a gruppi nella piazza,

parlavamo di ciò che non andava,

e della gente piena d’ignoranza.

 

Quando infine il pullman è arrivato,

e tutti quanti abbiamo preso posto,

per via di quel ritardo immotivato,

l’ambiente s’era alquanto riscaldato.

 

L’itinerario della nostra gita,

è visitar la Reggia di Caserta,

la montagna spaccata di Gaeta,

cosi noi passavamo la giornata.

 

Sul pullman che divora l’autostrada,

s’accendono svariate discussioni,

sullo sport, la famiglia e il suo domani,

la politica sempre più di moda.

 

Incantevole era questo viaggio,

in terra di lavoro organizzato,

stavamo andando incontro ad un passato,

che dei Borboni si godeva il meglio.

 

Il belvedere sfuma dalla mente,

finisce il tempo per fantasticare,

sogni e speranze sono in fondo al mare,

del nostro amore non rimane niente.

 

“Adesso son tornato,non mi vedi?

Son qui per te , ancora ti nascondi?

Ricordo ancor la frase che dicesti,

il giorno in cui piangendo mi lasciasti”.

 

“Quando il rancore uccide il sentimento,

non sei padrone della vita tua,

ma il cuore non accetta il cambiamento,

se credi nell’amor, scrivi sull’acqua”.

 

Sento un leggero colpo sulla spalla.

“Signore, siamo giunti a Senigallia“,

apro gli occhi, sobbalzo, il cuore in gola,

che sogno ho fatto nella fantasia.”

 

Photo by Annie Spratt on Unsplash