In tempi antichi, gli uomini d’allora,
aspettavano come fosse un dono,
l’arrivo d’una nuova primavera ,
e facevano festa tutto il giorno.

Nel cielo c’è un indizio che l’annuncia,
ritorna con la rondine sul tetto,
garrisce il giorno di san Benedetto,
arriva, e la natura si risveglia.

Il fior che l’accompagna è la mimosa,
col suo profumo porta il buonumore,
iniziano i palpiti d’amore,
al cuore ogni gioia vien concessa.

Fiaccata dai rigori dell’inverno,
riprende i suoi colori la natura,
e un rifiorir di vita tutt’intorno,
sei sempre benvenuta primavera.

Il tepore del sole, l’aria e mite,
sui prati in fiore sbocciano le viole,
le gemme abbelliscono le piante,
la notte il cielo è carico di stelle.

Rimane di quel tempo un bel ricordo,
il clima ha subito un cambiamento,
guerre e tensioni han sconvolto il mondo,
ognuno ha nostalgia di quel passato.

Un tempo non lontano si diceva,
che una rondine non fa primavera,
quando nel cielo garrula volava,
oggi vederla in volo e cosa rara.

S’è spenta ormai la luce sul passato,
gli uomini, han distrutto la natura,
non tornerà la rondine sul tetto,
e tarderà a venir la primavera.

 

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