Di tutto il gruppo eri il più erudito,
quello con più carisma e fantasia,
quando la depressione m’ha colpito,
m’hai guarito una stupida fobia.

Figli dei favolosi anni sessanta,
godevamo la gioventù iniziata,
c’incontravamo al solito muretto,
luogo d’aggregazione e di diletto

Il muretto previene i cambiamenti.
l’adolescenza è passata in fretta,
la gioventù dovrà trovarci pronti,
l’amore bussa, il cuore è lì, lo aspetta.

Ricordo con struggente nostalgia,
le serate al parco a sentir musica,
le note echeggiavano nell’aria,
com’era bello stare in compagnia,

Tu Franco stavi al centro, noi d’intorno,
seguivamo la musica cantando,
poi quando ognuno a casa fa ritorno,
e quasi l’alba, il giorno sta nascendo.

Per fare largo a strade nel quartiere,
il muretto è stato raso al suolo,
inizia un altra era da scoprire,
di noi nessuno vuol sentirsi solo.

L’amore e il lavoro ci han divisi,
ognuno ha scelto una diversa strada,
talvolta è sempre bello ritrovarsi,
ricordare un età che non si scorda.

Quel triste giorno tu ti sei trovato,
nel posto rivelatosi sbagliato,
ora che siedi accanto al buon Dio,
leggi la lettera, l’ho scritta io.

Il tempo passa, qualche ruga in volto,
son diventato nonno e mi consolo,
penso agli amici, mi rattristo molto,
io di quel gruppo son rimasto solo

 

 

 

 

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