Caro papà, da quando m’hai lasciato,
soffro di nostalgia che m’attanaglia,
pensando al gran bene che ho perduto,
prima tragedia in seno alla famiglia.

Il mio primo apparir in questo mondo,
è stato tormentato e palpitante,
hai superato un brivido tremendo,
sono stato ad un passo dalla morte.

Forse per questa nascita forzata,
ero per te il figlio prediletto,
pensando a quel periodo della vita,
che hai vissuto fra emozioni e pianto.

Ricordo i primi anni di bambino,
quando salivo sulle tue ginocchia,
m’accarezzavi il capo con la mano,
quanta felicità fra le tue braccia.

Se nella vita non gli dai risalto,
un bene apprezzi quando tu lo perdi,
tornano poi alla mente i suoi ricordi,
e si rimpiange il tempo trascurato.

Anch’io mi son creato una famiglia,
la gioia pura a diventare padre,
l’attesa e un trepidante batticuore,
il lieto evento per la prima figlia.

Non hai mai conosciuto tuo nipote,
evento non voluto dalla sorte,
è nato, e in tua immagine crescendo,
ha portato il casato per il mondo.

L’amor per te, non è stato meno,
ma cadi in un gorgo che ti porta giù,
e ti trascina via da me lontano,
peccato papà non rivederti più.

Caro papà, mi manchi non sai quanto,
mi manca la tua voce, il tuo sorriso,
quella bonarietà che t’ha distinto,
il bene inestimabile che ho perso.

Lo sai papà son diventato nonno,
affascinante esperienza alla mia età,
coccolare viziare il nipotino,
e l’ultima emozione della vita.

Ora che sono quasi ottuagenario,
con la salute sempre più precaria,
voglio godermi prima del sipario,
l’ultimo atto della vita mia.

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