Quanto tempo è passato da quel giorno,
era il Febbraio del cinquantacinque,
tu sei nato, io ero un ragazzino,
insieme siam cresciuti tutt’e due.

Hai dato vita e nome ad un quartiere,
che senza te, da sempre era isolato,
preso il nome da chi ti ha voluto,
da qui si parte ora per il mare.

Tu hai vissuto il magico splendore,
durante l’olimpiade di Roma,
il primo evento che t ha dato fama,
penso a quei giorni, e provo un tuffo al cuore.

Dopo tant’anni, ci vediamo ancora,
s è persa la magia del primo giorno,
la vita è diventata un avventura,
tu versi in uno stato d abbandono.

T han costruito e poi lasciato solo,
soffri il degrado, assai sconnesso e il suolo,
ormai l erbacce infestano il percorso,
sul tuo futuro, non ho mai scommesso.

Ci siam rivisti dopo tanto tempo,
sui nostri volti, i segni d’un passato,
che qui riaffiora, e non ti da scampo,
tanto vissuto, e mai dimenticato.

Ora ho più tempo di stare un po’ con te,
vado alla spiaggia del tuo genitore,
bagno di sole, e mentre gioco a carte,
vedo il traffico che ti fa soffrire.

Tanto assomigli, a un bimbo malaticcio,
bisognoso di cure e d’assistenza,
d’un caloroso e ideale abbraccio,
per prolungar di più la tua esistenza.