Quando s’inaridisce il sentimento,
il cuore è indifferente all’attrazione,
è la fine d’un fragile rapporto,
concluso senza farsi una ragione.

Svago, divertimento e discoteca,
non riescono a rendermi felice,
m’accorgo che qualcosa poi mi manca,
e non mi sembra bello ciò che piace.

Quando s’ammala il cuor col tradimento,
per farlo palpitar un altra volta,
dovrà scordare in fretta quel passato,
e dare inizio a una nuova vita.

L’allegria degli amici d’una volta,
m’aiuta molto per scordare Giulia,
la libertà nel cuor dimenticata,
come una foglia e volata via.

Sono in quattro gli amici del mio gruppo,
Marco e Maria, son marito e moglie,
Elsa e Filippo, sono insiem da tempo,
io sono solo con le mie fobie.

Son l’unico al bar senza compagna,
tra una bevuta e l’altra abbiam deciso,
di fare un escursione su in montagna,
e ossigenarmi l’animo depresso.

Il tempo favoriva l’escursione,
ci riscaldava il sole di febbraio,
a tutti infondeva il buonumore,
sembrava una scultura il paesaggio.

Equipaggiati tutti al punto giusto,
marciammo per raggiungere la vetta,
ci fermammo al rifugio della “Gatta”,
per lo spuntino, poi puntare in alto.

Durante quella sosta ci siam chiesti,
lo strano nome dato a quel rifugio,
come il felino è giunto in questi posti,
qualcuno parla del suo salvataggio.

Domande che non hanno mai risposta,
è tempo di riprendere la marcia,
alto è il morale,poi giungiamo in vetta,
finalmente si stappa una bottiglia.

Sono liete le ore che viviamo,
Marco e Maria, addetti a cucinare,
io penso a Giulia che ancora amo,
Filippo ed Elsa iniziano a cantare,

È giunta l’ora ormai di ritornare,
nel cielo minacciosi nuvoloni,
risvegliano in noi vecchie paure,
e iniziano litigi e discussioni.

Scendiam veloci verso il fondo valle,
dal cielo sta calando nebbia fitta,
in mente un obiettivo principale,
raggiungere il rifugio della “Gatta”.

La nebbia tende ancora ad infittirsi,
in noi s’affaccia l’ombra del terrore,
dobbiamo attraversar tratti scoscesi,
ci fermiamo, dobbiamo dialogare.

“Ancora non è un caso d’emergenza,
ma non preoccupatevi ragazzi,
semmai lo fosse, spareremo i razzi,
in noi dev’essere viva la speranza”.

Prendiamo come esempio i minatori,
fissiamo sulla fronte una lanterna,
ci illumina il percorso in tratti scuri,
quando la nebbia forma una cortina.

Vi guiderò per giungere al rifugio,
insieme formeremo una cordata,
non deve difettare in noi il coraggio,
è vicino il rifugio della “gatta”.

Avviene all’improvviso un incidente,
il terreno, mi cede sotto i piedi,
ho perso i sensi, sfumano i ricordi,
di quel che avvenne non ricordo niente.

Il mio risveglio avviene in ospedale,
mi trovo in uno stato d’incoscienza,
Giulia è accorsa al mio capezzale,
il viso dolcemente m’accarezza.

Il cuore si riempie di speranza,
piange di gioia e stringe la mia mano,
lenisce assai il dolor la sua presenza,
sembra legato a lei il mio destino.

 

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