Sant Eugenio, reparto ortopedia,
e lì che quella sera m’han portato,
dopo che son caduto per la via ,
mi son trovato il femore spezzato.

Ti rendi conto dopo la caduta,
che nulla sarà più com’era prima,
l’angoscia lascia aperta una ferita,
e tu t’appresti a vivere il tuo dramma.

Non ho sofferto tanto in vita mia,
un dolore morale così intenso,
sogni, programmi son spazzati via,
il mondo intero m’è caduto addosso.

Per la normalità, lungo è il percorso,
con l’immobilità si soffre tanto,
non puoi recuperare ciò che hai perso,
rimane nel tuo cuore un gran rimpianto.

Bloccato nel mio letto d’ospedale,
vedo soltanto un angolo di cielo,
un grosso ramo non permette al sole
di riscaldarmi il cuore pien di gelo.

Un uccellino sopra il davanzale,
cinguetta alla libertà e alla vita,
lo invidio quando vola verso il sole,
e penso alla mia età ormai sfiorita.

Poi finalmente avviene l’intervento,
che allevia il mio spirito dolente,
il periodo scuro è ormai passato,
tanti interrogativi da il presente.

E stato un incidente di percorso,
quanti perché mi son lasciato dietro,
riprenderò con grinta ciò che ho perso,
col mio indomito spirito guerriero.

 

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