Tornando a casa dalla discoteca,
Katia una notte viene violentata,
non reagì nemmeno, troppo ubriaca,
quel fatto, per la vita l’ha segnata.

Dopo quel giorno, è una donna spenta,
la sofferenza, il sentimento ignora,
da quello stupro, è rimasta incinta,
avverte un tuffo al cuore e soffre ancora.

Il primo impulso che le venne in mente,
fu quello di disfarsi del bambino,
“Che cosa penserà di me la gente”?
Un tarlo che l’assilla da quel giorno.

Furiosa con il mondo e con se stessa,
mentre è diretta verso l’ospedale,
avverte dentro se una dolce scossa,
e l’istinto materno in lei prevale.

Decide di far nascere il bambino,
anche se lui è figlio d’una colpa,
Katia, l’accetterà come un bel dono,
consapevole che non avrà un papà.

Katia attende con ansia il lieto evento,
lottando s’è ripresa la sua vita,
il bambino si chiamerà Donato,
ricordo d’una notte mai sfiorita.

Il bimbo nasce dopo un lungo parto,
per Katia, le notizie sono buone,
ripagata del male che ha subito,
“Donato è il mio piccolo campione.”

Katia vive con gioia quest’evento,
che bel regalo il buon Dio le ha fatto,
il figlio dona a lei sorrisi e pianti,
è in estasi godendo quei momenti.

Mentre svolge lavori dentro casa,
Katia riceve un pacco, il nastro è rosa,
all’interno una lettera firmata,
brutto risveglio della vita andata.

“Ciao Katia, sono Mirko, il tuo aggressore,
e sono il padre del tuo bel bambino,
da quella notte, ho una spina in cuore,
e spero tanto in un tuo perdono.”

Non son mai stato un modello di virtù,
ma riconosco il male che t’ho fatto,
uno dei tanti commessi in gioventù,
e che finora non ho mai pagato.

Sono cambiato sai da quella notte,
lo so che non ti piace rivedermi.
sanguineranno poi vecchie ferite,
volendo,tu puoi sempre denunciarmi.

Se non lo fai, non puoi restare sola,
perché tuo figlio deve avere un padre,
mi basta che tu dica una parola,
ti perdono e ti voglio rivedere.

Katia rivive il dramma che ha vissuto,
il passato ritorna e gli fa male,
la lettera alimenta il suo tormento,
“Non gli concederò quel che lui vuole”.

Decide di non dargli una risposta,
“Vuole il perdono? Non mi può comprare,
la lettera ha riaperto una ferita ,
e un passato che non so scordare”

Sono passati tre anni da quel giorno,
è tempo dell’asilo per Donato,
Katia è tanto orgogliosa del bambino,
il suo futuro è appena cominciato.

Donato un giorno dice alla sua mamma.
“Il padre accompagna un mio amichetto,
perché un padre non l’ho mai avuto?”
“Si trova in viaggio” Lei risponde calma.

Sono seduti dentro un ristorante,
festa di compleanno per Donato,
d’un tratto arriva Mirko inaspettato,
in mano ha un dono e rose profumate.

La sua presenza mette in crisi Katia,
si ritrova davanti il suo aggressore,
riesce a mascherare la sua rabbia,
non l’avrebbe voluto rivedere.

Donato chiede “Mamma chi è quest’uomo?”
“Questo è tuo padre, non l’hai mai goduto,
era un uomo malato, io l’ho guarito,
ora è tornato,quindi festeggiamo”.