E nato dopo un parto laborioso,
la madre gode il suo capolavoro,
passato un periodo burrascoso,
accanto a se, ha un piccolo tesoro.

Matteo è il nome imposto appena nato,
lei è devota al santo evangelista,
che nei momenti tristi ha invocato,
e la guidata sulla giusta via.

Delia è una donna coraggiosa è forte,
malgrado abbia subito un abbandono,
quand’era ancora in stato interessante,
affronta a muso duro il suo destino.

Matteo crescendo non avrà un padre,
col quale andare avanti nella vita,
non potrà insegnargli il saper vivere
si sentirà solo nelle avversità.

Si annunciano per Delia giorni amari,
una lettera la mette in apprensione,
giunge dal tribunale dei minori,
“Matteo dev’esser dato in adozione”.

“Signora deve farsi una ragione,
non ha i mezzi per crescere il bambino,
è triste prender questa decisione,
che non farà felice mai nessuno.”

“Chi mai potrà strapparmi dal bambino?
Non ho i mezzi? Vivrò alla giornata,
sembra tutto irreale, un brutto sogno,
dal quale non mi sono ancor svegliata”.

Quando son giunti a prendere il bambino,
c’è stata una sommossa popolare,
Matteo strappato a forza dal suo seno
gli urli di Delia ecchegian nel quartiere.

Quando il bambino fu strappato a Delia,
non aveva compiuto i suoi tre anni,
ed hanno ucciso in lui amore e gioia,
quale sarà il color del suo domani?

Da quando è stato dato in adozione,
Matteo, non s’è legato ai genitori,
Mark e Mary bravissime persone,
dal suo cuor di bambino sono fuori.

“Mary, non potrò mai chiamarti mamma,
provo per Mark lo stesso sentimento,
vi voglio bene, ma io vivo un dramma,
che da bambino non ho mai capito”

“Perché m’hanno staccato dalla mamma?
Quando sarò più grande andrò a cercarla,
lo sento dentro me che lei mi chiama,
con l’aiuto di Dio, saprò trovarla.

“Mary, mi vuoi parlare della mamma?”
“L’unica cosa che di lei ricordo,
capelli neri lunghi e chioma rossa,
dove sia adesso, e quel che mi domando.

“Non siamo stati degni del tuo amore,
t’abbiam cresciuto come un vero figlio,
cerca la strada che ti detta il cuore,
e dalla vita prendi sempre il meglio.”

“Vi ho portato rispetto e devozione,
siete nel mio cuor e dentro l’anima,
non confondete l’amore d’una mamma ,
con questa scriteriata adozione”.

Matteo è diventato maggiorenne,
ma deve fare i conti col passato,
la mamma è diventata un ossessione,
ha salutato i suoi ed è partito.

Quando giunge nel luogo in cui è nato,
il ricordo di Delia, è ormai sfiorito,
d’allora è passato troppo tempo,
e gli anni son trascorsi come un lampo.

Parla con gente, Delia se ne andata,
s’è messa con un uomo e vive meglio,
tante versioni, mai la pista giusta,
nessuno che abbia dato qualche indizio.

Deluso e amareggiato, va in stazione,
non troverà mai più l’amata mamma,
c’è una barbona, prova un tuffo al cuore,
ha i capelli neri e rossa chioma.

Si ricorda di Mary e la mattina,
che gli parlò di quel particolare,
urla di gioia e la stringe al cuore,
“Mamma,trovarti è stata una fortuna”.

“Matteo, son rinata un altra volta,
alla mia vita ho già pagato il conto,
la battaglia per ritrovarti è vinta,
il mio peregrinare è ormai finito”.

Le prime rughe solcano il suo viso,
ma non hanno intaccato la bellezza,
quanta tristezza dietro quel sorriso,
ma non l’ha mai perduta la speranza.

“Dopo vent’anni, ci siam ritrovati,
sin d’ora noi vivremo un altra vita,
con Mark e Mary mai dimenticati,
saremo insieme una famiglia unita”.