Nella notte dei tempi, il Padreterno,

volle creare il mondo e i suoi tre regni,

nacquero mari e monti coi confini,

piante ed animali per contorno.

 

Fece una gran fatica il buon Dio,

quando decise di creare l’Uomo,

disse ”Sarà duro lavoro questo mio”

al primo uomo mise nome Adamo.

 

Poi s’accorse, qualcosa gli mancava,

costrinse Adamo ad un operazione,

da quell’operazione nacque Eva,

per dar più lustro alla creazione.

 

Vivevano felici Adamo ed Eva,

in quel giardino a loro riservato,

“Non mangiate la mela” Dio, ammoniva.

“Quello da sempre, è il frutto del peccato.”

 

Quel divieto di non mangiar la mela,

incuriosì la donna fino al punto,

che divenne ossessione non provarla,

tentata da un serpente, mangiò il frutto.

 

Quel tradimento fatto dalla donna,

il Padreterno non lo prese bene,

e maturò in lui la decisione,

dell’espulsione come una condanna.

 

Cambiaron vita fuori dal giardino,

lavorarono a rompersi le ossa,

una caverna fù la loro casa,

nacquero lì Abele con Caino.

 

Impararono sempre a loro spese,

che non bisogna andar contro natura,

la vita se diventa un avventura,

va vissuta pagandone le imprese

 

Caino era nato prepotente,

Abele mite come un agnellino,

un giorno lo colpì con un fendente,

in questo modo uccise il fratellino.

 

Si rattristò moltissimo il buon Dio,

quand’ebbe notizia del delitto,

non aveva previsto l omicidio,

l’uomo dai mali, aveva preservato.

 

Da qualche tempo il regno sottostante,

s’andava popolando di creature,

la sua più grande opera nascente,

la chiamò mondo,e lui fù il creatore.

 

Convocò a se l’arcangelo Gabriele,

La vita, non è sempre latte e miele,

dimmi che accade laggiù oltre le stelle.

 

L’Arcangelo Gabriele sceso in terra,

ebbe brutte notizie di persone,

che peccavano senza una ragione,

e tra di loro sono scesi in guerra.

 

Quei peccatori furono ammoniti,

ma non diminuirono i peccati,

Dio parlò di questo a Giove Pluvio,

Prese forma il castigo del diluvio.

 

Con la passione che ha creato il mondo,

il Padreterno preparò il diluvio.

“Punisco i peccatori in questo modo”

Disse a Noè assieme a Giove Pluvio.

 

Chiese a Noè di costruire un arca,

salvare i componenti d’ogni razza,

sia quella umana che animalesca,

facendo poi l’esame di coscienza.

 

Con la pioggia battente ebbe inizio,

il castigo previsto dal buon Dio,

piovve continuamente notte e giorno,

dopo quaranta giorni, ecco il sereno.

 

Dall’arca, uscì prima la colomba,

ma quel che vide fù un enorme tomba,

tornò, nel becco aveva un ramoscello,

segno di vita dopo quel flagello.

 

Dette impulso il Signore a un mondo nuovo,

in cui regnasse pace ed armonia,

“L’amore resti un sentimento vivo,

al bando inimicizie e ipocrisia”

 

Per non fare mai più la gente,

li chiuse dentro un vaso tutti i mali,

compresa la speranza un po’ imprudente

lo scopo fu di renderli immortali.

 

Fù scelto Zeus per custodire il vaso,

con  l’obbligo di non aprirlo mai,

per non dare l’inizio a nuovi guai,

che avrebbero d’allora avuto corso.

 

Innamorato della dea Pandora,

Zeus tradì l impegno col Signore,

così una mattina di buon ora,

gli regalò quel vaso per amore.

 

Della curiosità era la dea,

per dare un senso a questa sua funzione,

Pandora l’aprì, fù cattiva idea,

e per il mondo fù la perdizione.

 

Non appena Pandora aprì quel vaso,

a tutti i mali,ciò non parve vero,

scomparvero lassù nell’universo,

la speranza tardò, rimase dentro.

 

I mali tutti quanti liberati,

vecchiaia,gelosia e malattia,

il vizio che fa coppia con pazzia,

cominciarono ad essere temuti.

 

Pandora, consapevole del fatto,

d’aver creato un danno clamoroso,

cercò di ricacciarli dentro il vaso,

la speranza fuggì appena aperto.

 

Vagò nel mondo agendo con prudenza,

cercò di metter pace nei dissidi,

per ogni male lei trovò i rimedi,

è l’ultima a morire la speranza.

 

“Non riconosco il mondo che ho creato.”

disse il Signore a Pietro fatto santo.”

“Ho faticato tanto inutilmente”

E pianse,pianse tanto amaramente.

 

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